Il nuovo iPad Pro 12,9”. È il tablet giusto per un professionista del digital?

Apple ha recentemente presentato, come solita regola di metà autunno, la linea dei suoi tablet PC iPad, aggiornata anche in questo 2018 con nuove macchine.
Non ci sono grosse sorprese per gli iPad classici – fermi ancora all’iPad di sesta generazione derivato dall’Air – e neppure per l’ormai morente serie dei mini, mentre grosse novità riguardano invece la linea dei Pro, dedicata – senza molti sforzi d’immaginazione – all’utenza professionale.
Andiamo dunque a vedere i nuovi iPad Pro del 2018, analizzandole le caratteristiche e scoprendo se possono essere finalmente dei calcolatori portatili adatti a chi lavora principalmente nel mondo del digital marketing.

Nuovo design, nuove misure

Rispetto alla generazione lanciata nel 2015 ed aggiornata al 2016 con la versione da 9,7”, iPad Pro del 2018 è disponibile in due misure: la classica da 12,9” e la nuova da 11”, che va a sostituire per l’appunto quella da 10.5” lanciata nel 2017 (che comunque, almeno al momento, rimane acquistabile sull’Apple Store).
A parte la lunghezza della diagonale del display, i due modelli risultano totalmente identici sotto ogni aspetto, anche nei tagli di memoria disponibili: 64GB, 256GB, 512GB o addirittura 1TB; quest’ultima versione, dannatamente costosa, è peraltro equipaggiata con 2GB di RAM in più, per un totale di 6GB e non più di 4GB come nelle altre versioni.
Balza subito all’occhio come Apple, con una politica abbastanza tediosa – e, purtroppo, assodata nel tempo – faccia di tutto per costringere gli utenti a spendere sempre più di quello che vorrebbero (o potrebbero permettersi): che senso ha, a fine 2018, mantenere una versione di base di soli 64GB, peraltro a prezzo di certo non entry level, se non quello di spingere i un massa all’acquisto della versione a 256GB?
Un dignitoso stoccaggio di base da 128GB, anche considerando i prezzi, sarebbe stato onestamente più sensato e più logico.

Borderless? Quasi!

La prima cosa che salta subito all’occhio dei nuovi iPad del 2018 è il nuovo display con angoli arrotondati, con bordi uguali nei quattro lati e con l’assenza dello storico tasto home, sparito tout-court sulla falsariga di quanto già visto con gli iPhone della serie X.
Non è un tablet propriamente borderless (c’è una bella cornice di circa 1cm che circonda il display e lo separa dal bordo del case), ma stilisticamente ci somiglia molto, e bisogna comunque dire che il risultato visivo è ottimo davvero: il dispositivo è esteticamente armonico, pulito ed essenziale come non è mai stato prima, e l’occhio apprezza.
Il pannello LCD è un display Liquid Retina da 2732×2014 pixel (per il modello da 12.9″) e 2388×1668 per quello da 11″, con funzionalità True Tone: in pratica c’è un sensore che monitora costantemente la luce ambientale, adattando quindi i colori del display ed ‘armonizzandola’ con il contesto.
Teoricamente ciò dovrebbe affaticare meno la vista, ma nella realtà dei fatti  la funzionalità fa solamente imbestialire i grafici ed i professionisti delle arti visive digitali.
Il case-telaio, in alluminio e disponibile in due colorazioni (silver e space gray) è stato riprogettato: ora somiglia molto di più a quello di un iPhone della serie 5/5S, ed è incredibilmente sottile e leggero.
Una buona dimostrazione di ingegneria elettronica ‘Made in Cupertino’, a cui l’azienda della Mela ci ha abituato ormai da anni.
L’impianto estetico e tattile funziona quindi molto bene: a prescindere dalla misura, iPad Pro è solito, ben costruito, leggero e piacevole sia da vedere che da toccare.

Potente e veloce

A livello prettamente tecnico, ovverosia di potenza di calcolo, il nuovo iPad non fa sconti a nessuno: al processore System-on-a-Chip A12X Bionic viene aggiunto un co-processore grafico M12, con 4GB di RAM (6GB per il modello con 1TB di stoccaggio).
Tale hardware rende l’iPad un serio avversario anche per i MacBook Pro: la velocità d’esecuzione delle applicazioni è fulminea, i lag inesistenti e la sensazione di viaggiare sempre una spanna sopra a tutti gli altri tablet (ed anche molti laptop) è sempre presente.
Con questa configurazione, è plausibile che il device potrebbe far girare tranquillamente macOS, se solo Apple volesse (e non vuole).
Non è un dispositivo pensato principalmente (solo per) la videoscrittura, ma per l’uso intensivo professionale, anche per programmi di video-editing: può lavorare senza troppi problemi filmati in 4K, senza battere troppo ciglio e facendo invidia anche ad un MacBook Pro.
È però un vero peccato che il reparto software di Cupertino ancora non se ne sia accorto, e si ostini a non sviluppare una versione mobile di Final Cut, per non parlare di Logic.
Comunque sia, al momento sul mercato tablet esiste veramente poco che possa competere, a prestazioni, con il nuovo iPad.

Gesture e Face ID

Sulla falsariga di iPhone X e derivati, essendo sparito il pulsante del power ed avendo quindi ridotto al minimo sindacale gli altri pulsanti (solo tre, il power/sleep e quelli del volume), anche su iPad Pro sono state introdotte le gesture come metodo d’interfaccia primario del dispositivo.
Sono più o meno quelle già presenti negli iPhone borderless, ma al tap-to-wake si è aggiunta una serie di altre gesture come lo swipe centrale, il tocco con quattro dita per scorrere tra le app aperte, la possibilità (graditissima) di affiancare due app aperte in contemporanea e svariate altre funzionalità che, almeno inizialmente, devono essere calibrate con precisione per padroneggiarle al meglio.
Non che la cosa comunque richieda troppo tempo, e se si viene già da iPhone X la situazione è tutta sotto controllo in un lampo.

Discorso riconoscimento biometrico: anche qui, senza tasto home, è stato abbandonato il Touch ID in favore del Face ID e della fotocamera TrueDepth.
Per chi non lo sapesse, TrueDepth è una particolare tecnologia sviluppata da Apple che si basa sul riconoscimento ‘in profondità’ non solo dei lineamenti del viso umano, ma anche dei muscoli e del loro movimento.
Ciò è possibile grazie a differenti sensori (essenzialmente, sensori di luce, movimento ed infrarossi, uniti ad un proiettore di punti digitali), che funzionano in maniera egregia: se correttamente impostata – con un facilissimo setup – la fotocamera riconosce praticamente sempre il viso del proprietario, anche in caso di trucco, occhiali, crescita della barba e persino invecchiamento.
Che dire: come per iPhone, Face ID funziona in maniera eccezionale, su questo nulla da dire davvero.
Basta solo avere l’accortezza di non coprire mai sensori e camera con dita o pellicole, e Face ID sbloccherà al volo l’iPad e autenticherà acquisti dall’App Store, password memorizzate su iCloud e pagamenti con Apple Pay.
Se avevate amato la funzionalità del Touch ID, di certo amerete alla follia Face ID, senza dubbio alcuno.

Grafica e disegno

IPad Pro è da sempre stata una linea pensata in maniera decisa per i professionisti dell’illustrazione.
L’introduzione dell’ottima Apple Pencil e della sua bassissima latenza ha entusiasmato artisti digitali ed anche quelli della ‘vecchia scuola’ di matita e carta, che hanno trovato divertente – e produttivo – passare al disegno elettronico.
Uno dei punti forti della prima serie di iPad è stata proprio la possibilità di buttare le tavolette grafiche e passare al tocco diretto sulla superficie di disegno, grazie ad una tecnologia molto semplice e spontanea.
In tal senso, il nuovo iPad migliora ancora di più l’esperienza, e lo fa con due nuovi strumenti hardware: Apple Pencil di seconda generazione, che si ricarica con un comodo connettore magnetico ad induzione, posto lateralmente al tablet.
Il tutto è molto pratico: Apple Pencil si ricarica velocemente e, senza più connessione meccanica, dovrebbe garantire meno usura nel tempo.
Ancora, è stata introdotta la funzionalità del tap direttamente sulla matita elettronica per cambiare strumento di disegno, oltre che è stata maggiorata la durata della micro-batteria interna e, sempre secondo il reparto marketing Apple, il tempo di latenza è stato ulteriormente abbassato.
Tutto ad un modifico prezzo di € 135,00.
Se pensavate che la prima Apple Pencil fosse cara, evidentemente non conoscete a fondo la storia di Apple e del suo marketing d’acciaio.
Ah, nel caso fosse provvisti già della prima Apple Pencil e vi passasse mai per la testa di utilizzarla col nuovo iPad, nettatervi la bocca: ovviamente, non potrete farlo.

Connessioni e connettività

IPad Pro, sia nella versione da 12,9” che in quella da 11”, è veduto come da tradizione in due modelli: solo con connessione Wi-Fi e con connessione Wi-Fi + rete dati cellulare.
I prezzi per le versioni Wi-Fi+Cellular s’impennano, e non di poco: mediamente ballano circa € 200,00 di differenza.
La versione con connettività cellulare offre la possibilità di collegarsi alla rete UMTS/HSPA/HSPA+/DC-HSDPA/GSM/EDGE/LTE, ed è provvista anche di un’antenna per le ricezioni satellitari di aGPS, GLONASS, Galileo e QZSS.
Sempre per la versione Cellular, è possibile utilizzare una classica nanoSIM oppure una eSIM incorporata nella logica del dispositivo.
Ora, l’utilità effettiva di una connessione cellulare per un tablet nel 2018 (e con quelli prezzi, poi) è abbastanza discutibile: praticamente tutti i telefoni cellulari attuali permettono senza grossi sforzi di creare un hotspot Wi-Fi a cui collegare l’iPad, e pertanto la funzionalità aggiuntiva può essere tranquillamente surrogata senza perdita né di praticità e né di qualità.
Tutte e due le versioni comprendono per finire un’antenna Bluetooth 5.0.
A livello di collegamento fisico, la terza incarnazione di iPad Pro vede una grande novità: Apple ha abbandonato il connettore proprietario Lightning per adottarne uno USB-C standard.
Ciò vuol dire che molti (non tutti, ma molti) accessori USB potranno essere agganciati all’iPad senza troppi problemi e senza costosi adattatori: memorie USB e hard drive, fotocamere, collegamenti diretti a monitor e TV, ecc.
Prima che partano gli urli di gioia, c’è bisogno però di precisare due cose (abbastanza irritanti, specie su un tablet a tre zeri di costo): in primis, lo scambio dati da pen-drive e hard drive riguarda solo documenti multimediali. Foto e video, per essere precisi. Null’altro.
Come da inossidabile – e deleteria – tradizione Apple, l’ottimo file manager File non potrà né leggere e né importare file .doc, .pdf, .zip e qualsiasi altra tipologia che non sia foto e video.
Il perché – all’apparenza incomprensibile – è da ricercarsi nell’ostinata ostinazione di Cupertino a farvi sborsare fior di quattrini ogni mese per lo spazio aggiuntivo di iCloud.
Che potrebbe essere anche logico su un acquisto di un iPad ‘normale’ di 350 Euro, ma diventa assurdo quando la versione è ‘pro’ e i costi sono altrettanto ‘professional’.
Seconda problematica: la connessione USB-C accetta fisicamente i connettori Thunderbolt 3 ma non è Thunderbolt 3.
Niente super-velocità di trasmissione dati, dunque: è un BUS USB 3.1 e non Thunderbolt.
Tanto per essere ripetitivi: OK, ma su un tablet di 1.000 Euro e passa (sempre ‘pro’) si sarebbe potuto integrare anche un BUS Thunderbolt.
Gioia per i montatori video e per chi mixa audio: l’indispensabile mini-jack da 3.5mm è sparito, sempre ricalcando il modello iPhone.
Le soluzioni sono due: o vi armate dei costosissimi Apple AirPods wireless (soluzione non propriamente felice per i professionisti del sync), oppure sborsate altri 30 Euro per un adattatore USB-C/mini-jack.

Un Pro veramente ‘pro’?

Mettiamo subito le cose in chiaro: iPad Pro è un tablet, e non un sostituto di un laptop.
Fosse così, Apple smetterebbe immediatamente di vendere costosi MacBook Air, Pro et similia.
iPad Pro è un tablet molto potente, con un hardware da far quasi competizione ad un laptop adeguatamente pompato, ma pur sempre di un tablet si tratta: il suo Sistema Operativo è iOS e non macOS, anche se avrebbe tutte le caratteristiche richieste per farlo girare senza troppi problemi.
Se è il tempo di creare contenuti, iPad Pro non può quindi sostituire degnamente un Macbook, per limiti software e di marketing puro.
iOS è un Sistema Operativo ermeticamente chiuso a riccio, che il tempo e gli anni di esercizio (compresi di frustrazione degli utenti) hanno solo lievemente scalfito: la gestione dei file è ancora bizantina, e nel 90% dei casi bisogna sempre passare per le forche di iCloud.
Condividere un banale file .doc messo su una chiavetta USB è impossibile ora come lo era dieci anni fa, e questo a prescindere dall’aggettivo ‘pro’ messo su da qualche spin doctor di Cupertino.
Questo comunque non vuol dire che lavorare con iOS sia impossibile: se avete molto spazio su iCloud e non dovete caricare sempre dati da drive esterni, potete sopravvivere.
Seconda analisi di handicap per questo iPad Pro, non meno importante della prima: gli applicativi professionali.
Siamo sempre alle solite: ‘pro’ vuol dire professionale, e non dovrebbe essere solo una chimera del marketing.
Sotto la scocca d’alluminio del device può esserci il processore più veloce del mondo ed una quantità abnorme di RAM, ma senza applicativi di rilievo la macchina sarà sempre inutilizzabile.
”Cosa può fare un calcolatore elettronico? Può fare ciò che gli applicativi in esecuzione su di esso possono fare”.
In tal senso, a tre anni dalla sua introduzione sul mercato, il parco titoli di iPad Pro è abbastanza deprimente, e una grossa fetta di responsabilità ce l’ha Apple stessa: proprio l’azienda madre non ha mai preso in seria considerazione l’idea di sviluppare programmi veramente ‘pro, oltretutto richiesti a gran voce dagli utenti, come Final Cut e Logic.
Come si pretende, quindi, che Adobe e compagnia bella producano ciò che Apple stessa ha totalmente snobbato?
Questo non è un difetto intrinseco del nuovo iPad, sia chiaro: è un problema di concetto che sta alla base, e che ammorba ed ammorberà sempre la linea finché qualcuno non si degnerà di metterci la classica ‘pezza’ (sperando che non sia troppo tardi).

Se lavorate nel digital marketing?

Il nuovo iPad Pro è bello da vedere e comodo da usare, a patto che il vostro lavoro sia inerente essenzialmente a illustrazione e videoscrittura intensiva, forse anche editing video a patto di rinunciare a programmi fondamentali come Premiere e Final Cut (che proprio bazzecole del video editing non sono).
La potenza della CPU e la quantità di RAM a disposizione della macchina non vi inchioderanno neppure nelle situazioni più gravose, e l’eccellente precisione e sensibilità di Apple Pencil vi permetteranno di eseguire di certo bellissime illustrazioni.
Se siete degli artisti tatuatori ad esempio, sicuramente lo amerete.
Se producete molto copy per i vostri clienti, anche in questo caso non avrete problemi: andrete veloci e comodi, grazie anche all’eccellente qualità della tastiera da scrivania Smart Keyboard Folio (davvero superlativa, sempre che abbiate gli oltre € 200,00 per aggiudicarvela).
Se dovete ritoccare sporadicamente qualche linea di codice HTML, anche in questo caso può andar bene: ci sono ottimi software di editing a prezzo contenuto.
Se dovete però gestire svariati siti costruiti ad-hoc da aggiornare costantemente… Male, malissimo.
Potenza della macchina a parte, né Adobe né nessun’altra software house si è ancora degnata di sfruttare il Bionic Chip per costruire un buon client di gestione alla Dreamweaver. 
OK, fa girare alla grande WordPress, sia web che app nativa, ma questo lo sa fare anche un banale iPad regolare, molto meno costoso.
Se dovete poi programmarci, lasciate proprio perdere: iPad Pro è totalmente inutile, almeno al momento.
Per la gestione delle pagine Facebook, di Google Business, di Google Analytics e Google Ads, nulla da ridire: la velocità fulminea e la grande risoluzione del display permettono di lavorare come se fosse un sistema desktop, non perdendo davvero un attimo con i tempi morti.

Vi avanzano mille Euro e passa?

Se avete risposto di sì, allora iPad Pro può fare al caso vostro.
Specie se adorate disegnare.
Esteticamente è fantastico, ha un display stupendo e una batteria dall’ottima capacità; unito ad una buona tastiera e all’Apple Pencil, potrà darvi molte soddisfazioni creative.
Per il resto, se il vostro lavoro è la creazione di contenuti audio, video o semplice grafica da web (o da stampa), un buon MacBook anche non ‘pro’ fa molto più di tutto quello che un iPad ‘Pro’ fa.

Autore: Giorgio Fiorini

IT Project Manager

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