COVID-19 – Un po’ di storie sulla crisi economica italiana

Da qualche settimana, cominciano ad arrivarmi mail di clienti che mi raccontano della loro quotidiana lotta, non solo economica, contro la crisi pazzesca che l’infezione da SARS-Cov-2 sta causando in Italia.
Sono storie interessanti, alcune anche con spunti particolarmente utili per capire come si sta muovendo la situazione nel mercato di mia competenza (il settore della promozione digitale).
Eccone qualcuna, tra quelle che ho ritenuto più meritevoli di approfondimento.

Se volete scrivermi per chiedere un consulto gratuito sulla vostra situazione, mandate una mail a:

info[at]georgefiorini.eu

Sarò ben felice di rispondervi nei limiti delle mie competenze.

Buttarsi nell’eCommerce ora?

Ciao Georgie,
mi stanno proponendo, ad un prezzo secondo me interessante, di espandere la mia attività con un mio personale e-commerce.
Premetto che ho già il mio sito a (omissis) e anche le mei pagine social che, però, non è che mi abbiano mai entusiasmato tanto.
Fortunatamente, nel periodo di blocco delle attività, ho comunque lavorato, ma ho visto comunque un drastico calo delle consegne.
Calo che ora non accenna a scendere, non ho problemi di liquidità ora, ma non so per il futuro?
Ci sto pensando.

Ciao XXX,
se ancora non lo hai fatto, ti consiglio di leggere questa pagina qui.
Non è per spaventarti, ma solo per darti un assaggio di cosa potrebbe accaderti se, senza esperienza e senza un fortissimo investimento economico, tu decidessi di addentrarti in un mondo a te del tutto sconosciuto.

Il mercato dell’eCommerce attuale è governato, globalmente, da pochi attori che sono in affari da oltre vent’anni.
Sono colossi miliardari, ormai più simili a multinazionali che a grandi aziende, e hanno investito miliardi nei loro business, non solo a livello elettronico ma logistico.
Basta pensare ad Amazon e ai suoi centri di stoccaggio in tutta Europa e Nord America.

Il tuo prodotto, sebbene di alta qualità che non discuto, è simile a centinaia di altri prodotti che puoi trovare in qualsiasi altro store online.
Soprattutto, che puoi trovare a prezzo molto basso sui partner del Marketplace di Amazon.
Questo credo ti possa dare un’idea del perché ti sconsiglio di avventurarti in un’avventura che, ovviamente sperando di sbagliarmi, vedo simile alle decine e decine che già ho visto.
Tutte con lo stesso finale, che non è lieto.
Piuttosto, concentrati sul migliorare la visibilità del tuo sito vetrina e, se vuoi spendere soldi utilmente, pensa a qualche seria campagna di bidding: il momento è ora propizio al tuo prodotto, approfittane.

Devo aumentare i prezzi?

Georgie,
sono sincera: non ce la faccio più.
Ho riaperto, ma sto sotto di oltre 20.000 Euro, e ho il locale sempre ben più che mezzo vuoto.
Se continua così, non ci coprirò neppure le spese.
Dovrei aumentare di un po’ i prezzi, e vedere se riesco a recuperare la quantità di clienti con l’aumento del ricavato… Ma ho paura che ciò comporti solo meno clienti.
Aiutami.

Cara XXX,
l’aumento dei prezzi, specie in situazioni di crisi, va bene solo se vivi in un contesto sociale dove sei un oligarca, o comunque detieni una posizione di potere e/o privilegio, e vendi cose con costi calibrati per i pochi che sai che possono spendere, e spendere da te solo.
Una situazione, per intenderci, simile a quella della Russia post-sovietica di inizio anni ’90.

In tutti gli altri casi, è una vittoria di Pirro: il boost iniziale dell’aumento dei prezzi, specie in situazione di già perdita economica, non va ad incrementare i tuoi guadagni, ma va solo a levarti altri potenziali clienti.
A MENO CHE tu ed altri commercianti tuoi simili non vi mettiate d’accordo nell’aumentare tutti assieme il prezzo dei prodotti che vendete.
Ma questo si chiama ‘cartello’, distorce il libero mercato e, spesso, è punito dalla legge.

L’Italia post-COVID è l’Italia che, forse, avremmo avuto tra un paio di lustri (anche meno): l’infezione da SARS-Cov-2 ha solo anticipato quello che stava comunque per succedere, ossia la definitiva perdita del potere d’acquisto del ceto medio, divenuto ora ceto semi-povero.
Ti consiglio quindi, piuttosto che rimodulare in alto i prezzi, di rimodulare dal basso i costi: nel tuo lavoro ci sono margini di risparmio, che dovresti proprio rivedere.

Aprire una Partita IVA ora?

Ciao Georgie,
Mi trovo in situazione un po’ anomala, credo.
Devo assolutamente aprire una p.iva, poiché sarò fortunata o scema, ma ho preso un bel po’ di clienti col mio secondo lavoro che, prima della crisi, facevo occasionalmente.
Ho deciso di farlo divenire il mio primo lavoro, credo che possa garantirmi, oltre alla migliore soddisfazione personale, anche guadagni maggiori.
Il problema è che sono lacerata dal dubbio: e se poi non riesco a pagare i costi fissi, diciamo?
Proprio ora, con la crisi, tutti mi stanno dicendo che sono pazza totale… Mi aiuti?

Ti aiuto, XXX.
E ti dico semplicemente: per la tua attività, i costi fissi sono marginali.
Anzi, direi proprio irrilevanti.
Quelli che avrai, saranno essenzialmente il commercialista, il costo della connessione Internet e del telefono.
È un lavoro che puoi fare, e presumo fai, comodamente da casa.
Certo, dovrai ingegnarti ed arrangiarti in qualche situazione (rara) per ricevere i clienti che devi per forza guardare in faccia, ma per quello potrai anche prendere uno spazio in co-working a basso costo, in futuro.

Per il resto, fermo restando che non sono un commercialista (e meno male!) l’attività s’inquadra bene nella libera professione, con cassa in gestione separata, che puoi avviare anche in regime forfettario.
Non ci sono quindi costi fissi particolari, e pagherai INPS a percentuale, mentre l’IRPEF sarà a forfait. Mi pare, nel tuo caso, il 70% del fatturato.
Considerando che avrai anche poche spese, è un salto che, se hai già clienti certi, puoi anche sostenere.

Ricordati solo una cosa fondamentale: qualsiasi business (QUALSIASI), per quanto piccolo sia, ha bisogno di un certo budget iniziale per la promozione.
Non fare affidamento esclusivamente sui tuoi già clienti, in quanto finiti quelli, finirai poi la pacchia
.
Ti auguro veramente tanta fortuna.


Autore: Giorgio Fiorini

IT Project Manager

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *